Incontriamo non senza difficoltà Marco Turini tagliando una coda lunghissima, tutti diretti verso il tavolo dove erano presenti Dan Slott, Adi Granov e lo stesso Marco. Per levarci dall’imbarazzo Marco si alza e, dopo avere chiacchierato con lui e la sua simpatica e bellissima moglie su Londra, iniziamo l’intervista.
DOUBLE SHOT: Ciao Marco, inizio subito da una domanda riferita ai tuoi progetti futuri: dove troveremo Marco Turini nei prossimi 6 mesi?
MARCO TURINI: Per i prossimi tre mesi mi vederete su Artifacts della Top Cow, inizialmente sul numero 26, importante ai fini della continuity di quel universo. Dopo di ciò lavorerò sia su Witchblade che su Cyberforce, due testate fondamentali per l’etichetta di Marc Silvestri, cosa che mi rende molto orgoglioso.
Oltre tutto questo, disegnerò anche Batman, nella testata Legends of Dark Knight. Saranno quindi mesi impegnativi, pieni di responsabilità, ma anche per questo bellissimi.
DS: Beh hai già svelato qualcosa di veramente gustoso, ottimo. Ci racconti un po’ di come ti stai trovando qui a Londra? Le tue impressioni a caldo.
MT: È una convention sullo stile San Diego, ma confesso che mi aspettavo qualcosa di più simile anche nella grandezza, considerato che è decisamente più contenuta dell’immensa kermesse californiana.
Ma al di là delle dimensioni, penso che sia molto ben organizzata: guarda per esempio la coda al mio tavolo, ordinata, con persone dello staff che aiutano nella gestione, nella divisione in tranche per lasciare spazio ad altri stand, etc. Il tutto senza alcuna protesta nè dei visitatori della fiera nè degli altri stand. Un lavoro decisamente ottimo.
DS: Sei sicuramente famoso per essere un’artista il cui punto di forza sono le figure femminili: c’è qualche eroina di carta su cui vorresti lavorare? Come la faresti?
MT: Si, mi piacerebbe disegnare Eva Kant! Mi piacerebbe però farlo in maniera del tutto innovativa, libero da quelle, pur comprensibili, gabbie imposte dall’editore… Insomma, vorrei disegnarla rivoluzionandone l’icona. Sia chiaro – lo so che siete maligni (ridiamo) – niente sesso nè erotismo: vorrei però dargli una veste più sensuale e intrigante, mantenendone il target di lettura per tutti, diciamo “per famiglie”.
DS: Tu sei anche un insegnante/ sei stato un insegnante, quale consiglio davi per primo ai tuoi allievi?
MT: Il mio insegnamento è sempre stato particolare e diverso da quella che è la norma, nel senso che generalmente si tende a porre delle gabbie, delle regole: io invece faccio il procedimento inverso. Ritengo che il Fumetto in quanto Arte sia una dei mezzi più liberi possibili, dove ognuno può decidere cosa fare in libertà ed espressione assoluta. Proprio in base a questo assunto cerco sempre di incentivare gli esperimenti e la ricerca di tecniche nuove. Naturalmente è fondamentale prima imparare ad avere una solida base di disegno, di anatomia, di prospettiva. È come costruire una casa, prima poni le fondamenta, ma dopo puoi sbizzarrirti e, se vuoi, essere anche il nuovo Gaudì!
DS: Grazie Marco!
MT: Grazie a te!
Filippo Conte