Intervista a Emanuela Lupacchino

Intervista a Emanuela Lupacchino

(Intervista realizzata alla London Super Comic Convention)

Filippo DOUbLe SHOt: Ciao Emanuela, innanzitutto come stai?
Emanuela Lupacchino: Benissimo! È eccezionale essere qui con tanti autori anche mitici, ma soprattutto è fantastico confrontarsi con persone che amano veramente il media fumetto. Ecco, oltre all’organizzazione mi sento di ringraziare tutta la gente per la loro passione, la partecipazione: qui in UK amano con incredibile dedizione il mondo dei comics.

FDS: Se dovessi fare un confronto con le mostre italiane dimmi qualcosa che qui c’è in più e qualcosa che manca.
EL: In più, quello che ho detto: organizzazione ottima, mille autori, maggiore attenzione all’arte più che alla mostra mercato in sé. In meno, ecco, credo che un evento fumettistico debba avere delle mostre tematiche e quelle italiane sono davvero splendide. Poi in ogni caso sono esperienze diverse e bellissime entrambe.

FDS: Parlaci del tuo lavoro attuale e di quello che vorresti fare in futuro.
EL: Attualmente lavoro su X-Factor e sono felice perché la ritengo un’ambizione realizzata: è proprio la testata che seguivo e amavo e che desideravo fare. Adoro i personaggi e le storie, sono molto contenta di quello che sto facendo e mi impegno sempre più per farlo al meglio. In futuro non saprei, la Marvel mi piace realmente tanto anche da lettrice. Se dovessi dire un titolo, forse un evento maxi, magari legato agli Avengers, non sarebbe male, che dici?

FDS: Io? Io ti vedrei benissimo con i supergruppi, penso che con X-Factor tu stia dimostrandola tua capacità nel saper caratterizzare con le peculiarità i diversi personaggi.
EL: Grazie! È una delle cose a cui tengo di più.

FDS: Ora Emanuela vorrei sapere, da italiana che lavora all’estero, un tuo punto di vista sul mercato italiano.
EL: Mmm, qui ritengo la cosa per certi versi problematica. Penso che l’Italia sia piena di autori veramente bravi, eclettici anche nel loro stile. Purtroppo spesso certi “scogli” culturali, legati molto spesso alla considerazione che si ha del fumetto in Italia, non permettono a tanti talenti di emergere. Ci sono state molte polemiche al riguardo, soprattutto legate al fatto non solo sul poter vivere della propria arte, ma anche di poterla continuare a esprimere.

FDS: Che ne pensi al riguardo?
EL: Negli ultimi anni ho constatato proprio una deriva pericolosa nella quale la crisi ha portato l’editore a non rischiare più e a ripetere sempre formati già visti; ma facendo così non ci si evolve, non si studia il mercato. Prendiamo per esempio due titoli come Kick Ass e The Walking Dead: in USA hanno fatto successo e si sono allargati anche ad altri media e anche da noi sono seguiti da folte schiere di fan. In Italia proposte simili forse non verrebbero neanche prese in considerazione. Io ovviamente spero sia solo un momento, perché pure essendo “emigrata”, tengo molto alla realtà fumettistica del mio Paese.

FDS: Grazie Emanuela, sei stata molto disponibile e puntuale nei tuoi contributi, vuoi aggiungere qualcosa?
EL: Certo! Un bacione alla DOUbLe SHOt, vi seguo sempre!