Intervista a Emanuela Lupacchino e Guillermo Ortego

Incontriamo Emanuela in uno dei tanti bar del centro Excel, dove l’aspettavamo, visto che era impegnata ben oltre l’orario di chiusura a finire l’ennesima commission della giornata, così da mandare a casa felice anche quell’ultimo fan. L’attesa è ripagata dal fatto che la simpaticissima Emanuela si presenta assieme a  Guillermo Ortego, suo fido inchiostratore, nonché persona squisita.

DOUBLE SHOT: Ciao Emanuela, ciao Guillermo, tutto bene? è passato un anno dalla prima Londra, dove tu, Emanuela, eri l’unica italiana tra gli ospiti. Cosa ci dici di questa seconda edizione?

EMANUELA LUPACCHINO: Ciao a voi, tutto bene, un po’ stanca, ma felice di questa giornata! Che devo dirvi: per me è anche meglio se possibile. Oltretutto è bello stare insieme ai colleghi italiani, che prima di essere dei mostri di bravura, sono amici e mostri di simpatia. Anche se ieri sera mi hanno fatto mangiare troppo cibo indiano e sto ancora bruciando (ridiamo assieme).

DS: E cosa è cambiato per te in un anno?

EL: Più che cambiate, le cose stanno “aumentando” (ride). A parte scherzi sono molto contenta del 2012 e di questo inizio 2013, ho avuto la possibilità di  collaborare con Marvel, DC comics e Valiant, lavorando sempre di più, ma anche con soddisfazioni sempre maggiori. Soddisfazioni che sento di dover condividere con Guillermo ovviamente

DS: Tu e Guillermo ormai siete una coppia affiatata come ce ne sono state tante in passato, tipo Byrne /Austin, Davis/Farmer, Miller/Janson. Come mai oggi è più raro trovare dei tag team più stabili tra disegnatore ed inchiostratore?

EL: Non so come mai, se queste decisioni siano da imputare a motivi diciamo “aziendali” oppure se è da imputare ai disegnatori stessi. Personalmente ritengo l’inchiostratore come una parte fondamentale del mio lavoro, io cerco di creare un team più affiatato possibile con Guillermo, perché lui è l’ultima mano sul mio lavoro, perché quello che vede la gente è più il suo lavoro che il mio. Qualsiasi scelta io possa fare, qualsiasi progetto mi sottopongano, io mi confronto con Guillermo e  ne discutiamo assieme, sia che si tratti di scelte artistiche, sia che riguardi solo le deadline, le famigerate scadenze.

DS: Emanuela mi hai dato un’idea: ti coinvolgo in un gioco, che consisterà nel fatto che diventerai tu intervistatrice e dovrai fare qualche domanda a Guillermo.

EL: Davvero? Sì mi può piacere… Inizio con una  domanda classica da fare a un inker: quali sono i tuoi tre inchiostratori preferiti (sul primo sono certa…)?

GUILLERMO ORTEGO: Mark Morales assolutamente primo! A seguire, a pari merito, Jesùs Merino e Dexter Vines. Sono tutti e tre inker contemporanei, me ne rendo conto, ma sono tutti  colleghi che stimo veramente tantissimo.

EL: Ok, passiamo a una bella domanda più “tecnica”: quali sono i tuoi strumenti preferiti?

GO: Bella domanda: all’inizio usavo prevalentemente il pennello, mentre il pennino mi serviva solo per fare qualche contorno. Anche con Emanuela al principio della nostra collaborazione è stato così. In seguito, sia per scelta di stile sia per scelta anche di tempo, ho cominciato ad usare il pennino per tutto, arrivando a risultati migliori, con un segno più netto, deciso, molto più vicino a quello di Morales, tanto per fare un esempio. Il pennello ora lo uso ancora a volte per i capelli, per le linee del corpo e , più in generale, in un approccio di base. Ma il passaggio al pennino è stato decisivo anche nel trovare la migliore intesa, una nostra alchimia, con Emanuela.

EL: Sono d’accordo! Cosa ne pensi del tuo disegnatore attuale? (ridiamo)

GO: Oh è veramente una ragazza molto gentile, molto brava con me, visto che di sicuro all’inizio c’era qualcosa che non le andava del mio lavoro; col tempo ho capito come sintonizzarci sempre meglio. Ora addirittura riesco anche ad anticiparla nelle possibili obiezioni ai miei esperimenti, che faccio consapevolmente stavolta. E lei è sempre carina e gentile come all’inizio.

EL: Hahahaha è vero, è quello che io chiamo il nostro “collegamento mentale”!

DS: Sei stata bravissima! Prima di lasciarci, un’ultima cosa: so che stai facendo tanto per Peter David, che sta ancora cercando di riprendersi dal colpo subito. Ci puoi dare qualche notizia rassicurante?

EL: No, non è mai tanto per Peter, davvero. Vorrei assolutamente poter fare di più per qualcuno che oltre che eccezionale collega, è anche una splendida persona. Peter si sta piano piano riprendendo, siamo sempre in contatto, doveva essere qui con noi ora tra l’altro. Siamo ancora sconvolti guarda. Ora sta facendo qualche progresso, ma la battaglia è dura e necessita di tutto l’aiuto possibile. Chiunque altro voglia aiutare lui e la sua famiglia in questa dolorosa riabilitazione, chiunque altro abbia sognato un po’ con lui come è capitato a me quando ero solo una sua lettrice, allora legga bene questo link:  http://www.peterdavid.net/2013/01/16/how-you-can-help-peter-david-recover/.

DS: Siamo contenti anche noi allora di poter dare spazio a questa iniziativa, grazie Emanuela, Grazie Guillermo, siete sempre speciali.

EL; GO: Grazie a voi! A presto!

Filippo Conte

London Super Comic Convention 2013 (english version)

Fans queuing and running at the opening on Saturday morning represents the most emblematic scene of this second successful LONDON SUPER COMICS CONVENTION edition. Just like at big concerts where people fight for the first row, the fans ran excitedly to their idols. Many idols indeed attended the LSCC, so much so that the show is quickly becoming the Gotha of the comic conventions: more than 50 creators, illustrators and writers met in two days their warm followers, despite the chilly and yet magical weather that enveloped London.

The first impressive quality  entering the magnificent Excel Center was the incredibly efficient organization system. Like the previous edition, the Comicon surprised for the perfect management of lines, order, accreditations and online tickets – and online were even raffled off some original sketches of the LSCC artists.

The large open space was divided, in a very functional and useful way, in large areas dedicated to publishing houses, indie projects, dealers and featured creators: following the way you could see side by side George Perez, Klaus Janson, Bill Sienkiewicz, David Mack, David Finch, Herb Trimpe, Kevin Maguire, Esad Ribic, JK Woodward and other important names of the comics world, like the smiling J. Scott Campbell next to the legendary  Brian Bolland – busy with a constant queue for the whole time. This is just a sample of what you could find within a few meters, and what kind of artists attended the show.

If last year the superguest Stan Lee was meant to be the comics History representative, the this year honor must be surely divided among the above mentioned Herb Trimpe, always equipped of historic covers prints (does a certain Wolverine ring a bell?) as well as good anecdotes, Roy Thomas, guest of the praiseworthy PS Artbooks I already mentioned last year [link], and the amazing Neal Adams, an authentic “money-machine”: at his stand you could buy from expensive original drawings to a number of wonderful prints, sketchbooks, books and statues, and even a picture with him for “only” £20.

The longest line was surely the one for Dan Slott – together with Adi Granov -, the loved/hated writer of Spiderman, even if only to take the opportunity to buy his special edition with an exclusively cover drawn for the LSCC, and get it signed by the author. Besides Spiderman, there were other special LSCC editions: the ones published by Markosia and Zenescope and a wonderful “british” Witchblade with exclusive cover drawn by Bill Sienkiewicz (brilliant as always) and published by Silvestri’s Top Cow which has attended the convention for the first time.

Talking about publishers, 2000 AD – Rebellion absolutely deserves a special mention: not only launched it such artists as Alan Moore, Dave Gibbons, Neil Gaiman and Grant Morrison, but it has still been issuing  high quality stories, most of them published in its two traditional magazines 2000 AD and Judge Dredd Magazine. As testimonials at the stand there were the funny “bad boys” Boo Cook, Simon Davis, Rufus Dyglo and others – whom we will hear more and more about – drawing sketches for everyone on cute sketchbooks that were especially created for the occasion. We do hope to read more books of this extraordinary publisher in Italy soon.

There were other British artists who started off in the famous Judge Dredd’s publishing house at the London Comicon:  the talented Chris Weston, incredibly good at drawing fast and yet minutely, and the friendly Gary Erskine, who told us about his interesting project Roller Grrrls [web] and a likely sequel to the amazing City of Silence, created years ago together with Warren Ellis.

How not to mention Neil Edwards, Glen Fabry, the great Mark Buckingham and the writers Alan Grant and John Wagner, all British authors who have had success in the US?

The above list of names concerned only the British guests, but many others attended the show like the top artists of the Marvel’s, DC’s and Dark Horse’s main series, all warmly welcomed by the fans who were happy to get priceless sketches or autographs on issues and books. Among others, the most popular were the fabulous Gary Frank and Yildiray Cinar, for those who appreciate the Legion, and the amazing Jeremie Bastien.

Another rather interesting section was that dedicated to the independent publishers since it has always  found out big talents in the UK. More and more popular is SPANDEX, a self-produced series by Martin Eden and dedicated to the first all gay group of superheroes (the volume is already considered as one of the best book of 2012). Also remarkable the Sloth Comics that proudly told us about the editorial efforts put in the production of Moebius’s book Madwoman of the Sacred Heart. It is outstanding how hard they work and how much enthusiasm those guys put in spreading the Comic.

Last but not the least, the Italians, a significant number this year. DOUbLE SHOt has reserved them a special, where they speak about the London Convention, themselves as artists and their private life. Indeed it is a pleasure to introduce the interviews of Gabriele Dell’Otto, Simone Bianchi, Matteo Scalera, Marco Turini and Marco Santucci and I would like to thank them all again for their time and friendliness. Of course it must be added the team captain Emanuela Lupacchino that we have already met last year, but this time she was so kind to be an interviewed as much as an interviewer.

The polite guys of the staff invited us to exit the show with a look on their face that seemed sad but looked like an “arrivederci” at the same time. Outside some snowflakes started falling down. On the last train to London we left the Excel Center behind not without a big smile on, bigger than the one we had last year.

Filippo Conte
(traduzione Sara Cipolletti)

London Super Comic Convention 2013… kick off!

Contiua il sodalizio tra DOUbLE SHOt e la LONDON SUPER COMIC CONVENTION. Il 23 e il 24 febbraio nell’immenso spazio Excel Centre di Londra si terrà la seconda edizione della fiera dei comics londinese, che anche quest’anno ospiterà moltissimi grandi nomi del fumetto. DOUbLE SHOt sarà lì per raccontarvi in esclusiva l’evento internazionale e soprattutto per dare voce ai magnifici autori presenti, tra i quali figurano anche molti italiani a cui ovviamente riserveremo un’attenzione particolare dedicando loro uno “speciale nello speciale”.

A presentarci le novità e le sorprese dell’edizione di quest’anno sarà direttamente George uno degli organizzatori della LSCC 2013, in esclusiva per DOUbLE SHOt:

Ciao George, grazie innanzitutto per la disponibilità. Lascio subito a te introdurre la convention di quest’anno.
È un piacere parlare della convention con te, Filippo.

La reazione positiva dei partecipanti inglesi ed europei, così come dei professionisti del fumetto (in particolare degli autori ed editori americani) ci ha consentito di ampliare l’evento. Quest’anno infatti avremo ben 70 ospiti di spicco e circa 75 autori (tra cui anche indipendenti) nella Artist Alley,  moltissime importanti case editrici americane per la prima volta negli UK (come Top Cow, Zenescope e Arcana), ed oltre 250 stand di merchandising in cui sarà possibile trovare vecchi e nuovi numeri di fumetti e graphic novel, toys e accessori.

Quali sono gli elementi di continuità e quelli di novità rispetto ad altre manifestazioni dedicate ai comics che si svolgono in UK?
In  linea con le altre convention in UK, anche noi presenteremo una folta schiera di autori (tra cui Brian Bolland), small press ed editori inglesi (2000AD, Markosia). Ciò che ci differenzia è il nostro impegno nel garantire una maggiore e importante presenza anche di autori stranieri.

Tra le star statunitensi annoveriamo il leggendario Neal Adams, J, Scott Campbell, Lee Bermejo, Mike Choi, David Finch, David Hine, Klaus Janson, Bob Layton, David Mack, Kevin Maguire, Ron Marz, Bob McLeod, George Perez, Tim Seeley, Bill Sienkiewicz, Dan Slott, Roy Thomas, Herb Trimpe e JK Woodward.

Nel contingente europeo troviamo molti italiani per la prima volta in UK, Mahmud Asrar, Yidiray Cinar, Esad Ribic, Carlos Ezquerra.

Inoltre saranno presenti case editrici (Top Cow, Zenescope e Arcana) e dealer americani che mai prima d’ora avevano preso parte a una convention inglese (Metropolis Comics, High Grade Comics, Harley Yee, Terry’s Comics, Heritage Comics, Gary Dolgoff comics and Midtown Comics). Una opportunità che consentirà ai collezionisti di scovare numeri non facilmente reperibili in Europa.

Negli anni ’80 è partita quella che è stata chiamata “l’invasione britannica”, con autori come Alan Moore, Grant Morrison, Neil Gaiman, ecc… che hanno rivoluzionato il mondo dei fumetti. Che fermento c’è ora in UK?
L’invasione britannica continua. Oggi la facilità di comunicazione rende molto più agevole il contatto tra autori inglesi ed europei ed editori statunitensi. Basta guardare ai nostri ospiti per capire  come sia diversa la geografia adesso (UK, Italia, Austria, Croazia, Grecia, Turchia, ecc…). Alla LSCC di quest’anno sarà possibile incontrare alcuni dei fantastici talenti inglesi: Brian Bolland, Doug Braithwaite, Mark Buckingham, Mike Carey, Ian Churchill, Neil Edwards, Kieron Gillen, David Lloyd, John McCrea, Jamie McKelvie, Adi Granov and Frazer Irving.

Da italiano sono  felicissimo della massiccia presenza di nostri compatrioti tra gli ospiti. Si può dire che sia l’edizione più tricolore? (Ridendo)
Verissimo (ridendo). Non solo abbiamo sei ospiti d’onore (Bianchi, Dell’Otto, Lupacchino, Scalera, Santucci, Turini) ma il numero salirà in doppia cifra considerando i molti disegnatori italiani che arriveranno alla LSCC semplicemente per gustarsi l’atmosfera.

Tra le case editrici presente sin dall’anno scorso c’è sempre uno spazio dedicato alle etichette “indy press” e autori esordienti. Vostra precisa scelta editoriale?
Abbiamo sempre pensato che il nostro evento non debba solo offrire l’opportunità di incontrare le star ma anche di capire quanto ampio e diversificato sia il mondo dei comics. Per riuscirci abbiamo bisogno di una forte presenza di small press, così come di idee innovative e future celebrità che cominciano proprio come indipendenti. Questa è anche la ragione per cui abbiamo sempre incoraggiato tutti i nostri editori maggiori a esaminare i vari portfolio durante la convention.

Io credo che uno degli ingredienti migliori della LSCC sia la possibilità del contatto tra i tantissimi autori ospiti – una lista veramente incredibile – e tutti gli appassionati: se ti chiedessi se c’è ancora qualcuno che vorreste riuscire a portare a Londra cosa mi risponderesti?
Davvero troppi da elencare. Ci sono molti autori con cui stavamo prendendo accordi per quest’anno ma molto probabilmente ciò si tradurrà in partecipazione nell’edizione prossima. Avremmo voluto moltissimo che fosse con noi Peter David quest’anno ma delle questioni di salute gli hanno impedito di partecipare. Gli auguriamo di rimettersi presto e speriamo di vederlo nel 2014.

Grazie di tutto George!
Grazie a te, a presto!

Non vi è venuta voglia di venire con noi?

Filippo Conte

(trad. Sara Cipolletti)

Intervista a Emanuela Lupacchino

(Intervista realizzata alla London Super Comic Convention)

Filippo DOUbLe SHOt: Ciao Emanuela, innanzitutto come stai?
Emanuela Lupacchino: Benissimo! È eccezionale essere qui con tanti autori anche mitici, ma soprattutto è fantastico confrontarsi con persone che amano veramente il media fumetto. Ecco, oltre all’organizzazione mi sento di ringraziare tutta la gente per la loro passione, la partecipazione: qui in UK amano con incredibile dedizione il mondo dei comics.

FDS: Se dovessi fare un confronto con le mostre italiane dimmi qualcosa che qui c’è in più e qualcosa che manca.
EL: In più, quello che ho detto: organizzazione ottima, mille autori, maggiore attenzione all’arte più che alla mostra mercato in sé. In meno, ecco, credo che un evento fumettistico debba avere delle mostre tematiche e quelle italiane sono davvero splendide. Poi in ogni caso sono esperienze diverse e bellissime entrambe.

FDS: Parlaci del tuo lavoro attuale e di quello che vorresti fare in futuro.
EL: Attualmente lavoro su X-Factor e sono felice perché la ritengo un’ambizione realizzata: è proprio la testata che seguivo e amavo e che desideravo fare. Adoro i personaggi e le storie, sono molto contenta di quello che sto facendo e mi impegno sempre più per farlo al meglio. In futuro non saprei, la Marvel mi piace realmente tanto anche da lettrice. Se dovessi dire un titolo, forse un evento maxi, magari legato agli Avengers, non sarebbe male, che dici?

FDS: Io? Io ti vedrei benissimo con i supergruppi, penso che con X-Factor tu stia dimostrandola tua capacità nel saper caratterizzare con le peculiarità i diversi personaggi.
EL: Grazie! È una delle cose a cui tengo di più.

FDS: Ora Emanuela vorrei sapere, da italiana che lavora all’estero, un tuo punto di vista sul mercato italiano.
EL: Mmm, qui ritengo la cosa per certi versi problematica. Penso che l’Italia sia piena di autori veramente bravi, eclettici anche nel loro stile. Purtroppo spesso certi “scogli” culturali, legati molto spesso alla considerazione che si ha del fumetto in Italia, non permettono a tanti talenti di emergere. Ci sono state molte polemiche al riguardo, soprattutto legate al fatto non solo sul poter vivere della propria arte, ma anche di poterla continuare a esprimere.

FDS: Che ne pensi al riguardo?
EL: Negli ultimi anni ho constatato proprio una deriva pericolosa nella quale la crisi ha portato l’editore a non rischiare più e a ripetere sempre formati già visti; ma facendo così non ci si evolve, non si studia il mercato. Prendiamo per esempio due titoli come Kick Ass e The Walking Dead: in USA hanno fatto successo e si sono allargati anche ad altri media e anche da noi sono seguiti da folte schiere di fan. In Italia proposte simili forse non verrebbero neanche prese in considerazione. Io ovviamente spero sia solo un momento, perché pure essendo “emigrata”, tengo molto alla realtà fumettistica del mio Paese.

FDS: Grazie Emanuela, sei stata molto disponibile e puntuale nei tuoi contributi, vuoi aggiungere qualcosa?
EL: Certo! Un bacione alla DOUbLe SHOt, vi seguo sempre!

Intervista a Mark Buckingham

(Scroll down for the english version)

Incontriamo Mark Buckingham alla fine della prima giornata della London Super Comic Convention insieme a sua moglie Irma: sono una coppia adorabile e seppure la stanchezza comincia a farsi sentire, sono disponibilissimi e si chiacchera e ride insieme un po’ su tutto.

Filippo DOUbLe SHOt: Ciao Mark! Come stai?
Mark Buckingham: Tutto bene grazie!

FDS: Vorrei iniziare subito questa intervista chiedendoti della tua esperienza con Miracleman, considerato il grande apporto che hai dato all’opera e visto che in Italia è ancora purtroppo inedita e c’è molta curiosità al riguardo. Raccontaci dall’inizio questa splendida avventura.
MB: All’epoca lavoravo per la DC Comics e Neil Gaiman stava per succedere ad Alan Moore per continuare Miracleman: all’inizio Neil non aveva ancora trovato un disegnatore che lo soddisfasse per il suo progetto, così mi feci avanti e gli sottoposi così i miei disegni, più che altro come fan (al tempo non avevo ancora finito l’università). Per me quindi era solo uno sketchbook e invece mi ha aiutato molto. Con Miracleman ho potuto portare tutta la mia personalità, e ho dato anche qualcosa di più di me, perchè la collaborazione con Gaiman è stata l’esperienza perfetta. Insomma un bellissimo inizio.

FDS: In particolare mi racconti del famoso e bellissimo episodio in stile Andy Warhol?
MB: Nel ciclo “The Golden Age” non avevamo intenzione di concentrarci sul supereroe, non volevamo che diventasse una storia incentrata sul singolo, ma piuttosto volevamo focalizzarci sull’effetto che Miracleman poteva avere sulle vite dei vari personaggi che incontrava. Così ogni storia era diversa, perché diverse erano le personalità e per rispecchiare fino in fondo la varietà “umana”, dovevamo di volta in volta cambiare anche stile della narrazione e del disegno. Ci sono episodi molto energici, d’impatto, altri più lineari e semplici, alcuni in bianco e nero, ecc. Ho potuto sperimentare molto e metterci tanto di mio. È stato così anche per la storia con Andy Warhol, nella quale ho utilizzato fotogrammi, collage e un misto di altre tecniche diverse, tutte armonizzate, per far sì che l’episodio in sé fosse pervaso dal suo spirito.

FDS: Con chi hai preferito collaborare?
MB: Naturalmente con Gaiman mi sono trovato benissimo, con lui è facile sviluppare idee e sperimentare e infatti oltre che a Miracleman ho lavorato anche su Sandman, Death, compresi altri progetti satellite come statue, anniversari, etc . E poi Paul Jenkins su Spider-Man, perché abbiamo la stessa visione nel modo di costruire un fumetto, a entrambi piace arrivare al cuore di una storia ed esprimere l’essenza in maniera chiara affinché i lettori la colgano. Amiamo entrambi le narrazioni intime, con sequenze chiare, visivamente semplici da seguire, non mi piace disorientare il lettore oppure colpirlo con una pagina troppo ricca, perché io stesso adoro poter leggere in maniera lineare lasciando che una storia mi rapisca e mi parli. Ecco per me lo storytelling è veramente fondamentale. Poi ovviamente con Bill Willingham, un grande, per tutti i motivi che potete immaginare.

FDS: Proprio a proposito dello storytelling, uno dei tuoi punti di forza sicuramente, io trovo che le tue inquadrature siano geniali e sempre innovative, sei un regista perfetto.(n.d.r.: nel frattempo mi sta facendo vedere delle tavole di Fables bellissime).
MB: Mi fa piacere se il mio stile piace, ma non mi considero pieno di talento, cerco solo di raccontare le vicende in maniera da esaltare il più possibile la storia e così utilizzo quello che ritengo il punto di vista più adatto, un’inquadratura più significativa. Il mio intento è quello di raccontare con chiarezza, come dicevo prima, suscitare le emozioni che solo il fumetto, nell’unione perfetta tra testo e disegno, può dare. Non mi piace puntare solo sull’impatto visivo, si rischia che il lettore si perda. Vorrei che la lettura fosse fluida, mi sento molto “classico” in questo.

FDS: C’è qualche personaggio o serie che avresti voluto disegnare e non hai ancora fatto?
MB: È una bella domanda, vediamo… Ho adorato tanto Hellboy per esempio, e sognavo di poterlo disegnare, ma come si fa da appassionati. Lo seguo sempre e mi piace molto anche B.P.R.D., ma non so se ora come ora vorrei cimentarmi ancora con queste serie o con altre che mi piacevano tanto e mi piacciono anche adesso, perchè quello che amo di più è poter disegnare i miei personaggi, le mie creazioni.

FDS: Un’ultima domanda: quando verrai in Italia?
MB: [ride] Mi piacerebbe, mi dicono anche che si mangi molto bene [anche la moglie sorride e ci si lascia calorosamente con un “arrivederci”. Grandi Mark e Irma!]

English version

We meet Mark Buckingham and his wife Irma at the end of the first day of the London Super Comic Convention: they are adorable and despite the weariness they are still approachable and friendly, so we talk and laugh together about a bit of everything.

Filippo DOUbLe SHOt: Hallo Mark! How are you doing?
Mark Buckingham: I’m doing well!

FDS: I’d like to start asking you about Miracleman, since you made a major contribution to it. Unfortunately it’s still unpublished in Italy, but there’s a lot of interest for it. Please tell us how it all began.
MB: At the time I used to work for the DC Comics and Neil Gaiman was about to take over from Alan Moore and he was looking for an illustrator who fulfilled his needs. So I put forward my drawings, just in case, because I was his fan. It was just a sketchbook for me (I wasn’t done with the university yet) and instead it turned out to be a great helpful experience to me. With Miracleman I could bring out my personality, I could express myself better. The collaboration with Gaiman was a perfect experience. A real good start indeed.

FDS: Specifically, would you please tell us about the famous and amazing Andy Warhol’s episode?
MB: In the series “The Golden Age” we didn’t mean to focus on the superhero, we didn’t want it to become a story about a single character, we rather wanted to show the effects that Miracleman could have on the different characters he would be meeting. Every story was different, like the characters, and in order to reflect this “human” variety we had to change style every time. There are energetic and strong episodes, simple and fluent ones, some are in black and white, and so on. I had the chance to experiment a lot and to express myself in many ways. This is also what happened in the Andy Warhol’s episode: I used photographs, collage and a mixture of different techniques in order to make the story pervaded with Warhol’s spirit.

FDS: Who did you enjoy mostly to collaborate with?
MB: With Gaiman, of course, it was incredibly good: with him it’s easy to develop ideas and experiment, and in fact, besides Miracleman, I also worked on Sandman, Death, other projects like statues, anniversaries, etc. I have to mention Paul Jenkins too: we both share the same view when it comes to build a comic, because we both love to go to the heart of a tail and tell its core clearly, in order to make the readers catch it. We prefer intimate stories drawn with clear sequences, visually easy to follow: I don’t like to puzzle the reader or strike him with impressive pages, because I personally love to read fluently and let the story capture me and talk to me. I think the storytelling is essential. Let me add the big Bill Willingham as well, working with him is incredible for many reasons that you can imagine.

FDS: And about the storytelling (certainly one of your strengths), I find your shots, hang shots and framing really brilliant and innovative, you’re a perfect director. [In the meanwhile he is showing me some of his wonderful Fables illustrations]
MB: I’m glad you like my style, but I don’t consider myself talented, I just try to tell the story in a way I can enhance it the most, so I use what I think it’s a suitable shot, the most meaningful perspective. My intention is to tell the story clearly, as I said before, to get the people feel the emotions that only a perfect combination between text and illustration can arouse. I don’t like an impressive style, the reader is likely to get lost. I rather like a fluent reading, I think I’m a “traditionalist” in this regard.

FDS: Is there still a character or a series you would like to draw?
MB: Nice question, let’s see… I’ve loved Hellboy for example and I used to dream I could draw it, just because I was fond of it. I also like B.P.R.D., but today I’m not sure I would illustrate this kind of series: I’m more into create my own characters and drawing my new creations.

FDS: One more question: when will you come to Italy?
MB: [laughing] I’d like to, everybody says the food is terrific there! [Also his wife smiles and we warmly say “arrivederci” to each other. You’re great, Mark and Irma!]

(Traduzione: Sara Cipolletti)

Intervista a Bill Sienkiewicz

(Scroll down for the english version)

Con un fare molto all’italiana saltiamo l’enorme fila davanti a Bill Sienkiewicz e lo troviamo rilassato, in formissima nella sua t-shirt nera; gli chiediamo se possiamo fargli qualche domanda mentre lui continua a firmare e fare sketch per la London Super Comic Convention. Bill sorride e anche i fans in coda dopotutto sono contenti di poter sentire le sue parole.

Filippo DOUbLe SHOt: Ciao Bill! Devo dirti subito che sono un po’ emozionato a parlare con te, perchè in Italia ho cominciato a considerare il fumetto una “cosa seria” proprio scoprendo le tue opere alla fine degli anni ’80. [Bill sorride] Dunque, hai rivoluzionato il mondo dei fumetti e sei stato un innovatore assoluto: credi ci sia un tuo possibile erede oggi, capace della stessa impresa?
Bill Sienkiewicz: Non credevo all’epoca di poter essere un rivoluzionario, né disegnavo con quello scopo. Non saprei dire chi potrebbe essere un innovatore, ma so che neanche lui si sentirà tale, non è una cosa che si può decidere di diventare. Ciò di cui sono sicuro però è che il futuro sarà nella commistione tra comics e multimedia perché il digitale ormai è la nuova frontiera, il nuovo “wild west”.

FDS: Su quale personaggio ti è piaciuto di più lavorare?
BS: Be’, io sono un “Batman guy” [i fans in coda esultano], mi piacciono questi personaggi oscuri, tenebrosi. Diciamo che loro mi attraggono di più. Tuttavia ho lavorato anche a figure più solari, positive [sorride] e mi è piaciuto molto lo stesso, perché sostanzialmente a me interessa disegnare, adoro farlo e per me il fumetto è un grande parco giochi in cui ho l’opportunità di fare ciò che amo. Quindi spesso non ha importanza su cosa lavoro, semplicemente amo disegnare.

FDS: Qualche personaggio su cui non hai ancora lavorato e che vorresti fare?
BS: Non saprei, devo dire che sono contento di ciò che fatto, e semmai ci fosse stata ancora qualche altra soddisfazione da togliermi in parte lo sto già facendo con il mio prossimo progetto. Infatti stiamo preparando qualcosa di nuovo utilizzando il digitale, ma per adesso non posso ancora scendere nei dettagli!

FDS: Grazie di tutto Bill!

(Dopo facciamo la foto di rito assieme e stavolta il ragazzo che sta aspettando con le copie di Moon Knight in mano comincia un po’ a sbuffare, ma una foto con una Leggenda dei comics può valere anche qualche fugace antipatia).

English version

With a very italian attitude we skip the long line of fans waiting for Bill Sienkiewicz and we get to see him relaxed and smiling in a black t-shirt; we ask him if we can briefly talk to him while he keeps signing and drawing sketches during the London Super Comic Convention. Bill accepts and smiles and so do the fans in line: they are happy to hear what he says after all.

Filippo DOUbLe SHOt: Hi Bill! First of all I have to say I feel a bit overwhelmed to talk to you, because I started to think about comics as a “serious thing” thanks to your works at the end of the eighties. [Bill smiles] You’ve revolutionized the comics and you’ve been an absolute innovator: do you think there is a possible heir today, who’s capable of the same enterprise?
Bill Sienkiewicz: I didn’t consider myself a revolutionary at the time and neither I drew for this purpose. Actually I couldn’t say who will be the next innovator, but I know that he also is not considering himself like that, this is not a kind of thing one can decide to be. On the other hand I’m sure that the future will be in the mix of comics and multimedia, because the digital is becoming more and more the new “wild west” nowadays.

FDS: What character did you enjoy mostly to work on?
BS: Well, I’m a “Batman guy” [fans happily clamor], I like dark and obscure characters, they’re appealing. Yet I’ve worked on light and positive figures too and I liked it as well, because basically I’m concerned with drawing, I love to illustrate, and comic is a big playground for me. I’ve got the chance to do what I like, so in many cases it doesn’t matter what I work on, I just love drawing.

FDS: Is there any character you haven’t drawn yet that you’d like to?
BS: I don’t know, I have to say I’m happy with what I did so far, and if there was something else for me to achieve I’m kinda doing it with my next project. In fact we’re preparing something new using the digital technology, but I can’t be more specific yet, sorry!

FDS: Thank you Bill!

(We take a picture together and this time the guy waiting in line with some Moon Knight’s copies in his hand is starting to snort, but a photo with a comic Legend is worth a fleeting dislike!)

(Traduzione: Sara Cipolletti)

London Calling

London Super Comic Convention

Finisce con un sorriso. Quello del super-ospite Stan Lee e il nostro al termine della London Super Comic Convention.

Non poteva essere altrimenti, considerata la bellissima esperienza appena conclusa, la prima della DOUbLE SHOt come inviati speciali. Un’esperienza che, come promesso, vogliamo condividere con voi, non solo attraverso la nostra testimonianza, ma soprattutto attraverso le parole degli Autori che abbiamo incontrato e intervistato per voi.
E sono stati proprio gli Autori (con la “A” maiuscola) a farla da padrone assoluto della convention, costruita totalmente intorno a loro. Scordatevi i mille stand e le mille case editrici e anche gli altrettanti collezionisti cui siamo abituati nelle fiere nostrane: la LSCC infatti, dedicava la quasi totalità dei suoi spazi, oltre 600 tavoli più gli stand, agli autori, impegnati ad incontrare i propri fans, tutti in rigorose e ordinate file, come vuole la tradizione anglosassone.

La prima fila, lunghissima, è per entrare il mattino di sabato 25 al centro espositivo Excel, nel East Side londinese, un immenso centro commerciale, con ristoranti, negozi, e quant’altro, con un padiglione adiacente, adibito proprio per la convention.

Un’organizzazione perfetta, a partire dai bellissimi badge che ognuno, visitatori, stampa e “creators”, aveva al collo, e gli addetti dello staff, una squadra perfettamente coordinata, preparata e anche molto cortese e disponibilissima con tutti. Appena entrati il padiglione sembra molto più spoglio rispetto a quanto una persona possa immaginare o a quanto possa essere abituata: spazi molto ampi, pochi stendardi o altro; tutta l’attenzione è concentrata su queste tavolate lunghissime, dove si possono trovare nomi assoluti della storia dei comics, come Brian Bolland, Bernie Wrightson, Mark Buckingham, George Perez, Bill Sienkiewicz, Simon Bisley, ma anche autori più “recenti”, come Jim Cheung, Mike Deodato Jr, Sean Phillips, Jock e tantissimi altri. Intorno non tantissimi stand, con la IDW e la 2000 A.D. come case editrici più rappresentative, la “nostrana” Panini Comics, qualche interessante stand della scena “indie” inglese e pochi, ma incredibilmente forniti, collezionisti dei più famosi comic shop della terra d’Albione. Nota di merito assoluta per la PS Artbooks, che recupera, restaura e stampa in edizioni meravigliose le opere dei pionieri dei comics, con selezioni tematiche, dedicate alle testate, soprattutto quelle Horror, della Golden Age.

Per semplificare si potrebbe anche affermare che la LSCC è poco mostra mercato, e molto, moltissimo, convention, ma credo che sarebbe abbastanza riduttivo per questa bella manifestazione: io credo infatti che questo evento rappresenti esattamente la grande passione anglosassone per i comics, come un bellissima festa che celebri entrambi i protagonisti, i lettori e i loro autori preferiti. Tutto ciò poteva essere compreso benissimo anche solo stando al di fuori della enorme panel room, quando ogni tanto si sentivano urla e applausi da stadio, soprattutto durante la conferenza della 2000 A.D. – Rebellion (che festeggiava i 35 anni di, stupende, pubblicazioni) e ovviamente durante il “Living the Dream”, la conferenza dell’incredibile Stan Lee.

Pensate che sono stati creati 3 ulteriori tipologie di pass, i cosiddetti Vip Ticket Tier, che variavano dalle 20 fino addirittura a 175 sterline, per incontrare il Sorridente in persona, insieme ad una serie di esclusivissimi gadget-ricordo e privilegi supplementari. Costi che sono veramente al di fuori delle abitudini italiane, così come gli sketch, tutti rigorosamente a pagamento e tutti prenotati sin dalle prime ore del giorno di apertura della convention.

Altre differenze fondamentali con l’esperienza delle fiere italiane è data anche dall’età dei lettori, molto più alta in media e anche con il fenomeno cosplay, invece ancora molto limitato in convention di questo tipo.

Tutti questi argomenti sono stati affrontati anche nelle piacevolissime chiacchierate con gli autori presenti, la cui maggior parte si diceva ben felice di poter sperimentare l’esperienza di una fiera italiana in futuro: chissà che la DOUbLE SHOt abbia qualche sorpresa in merito…

Non mi resta che rimandarvi alle parole dirette degli autori che abbiamo intervistato per voi: ne abbiamo selezionati tre come quelli tra i più significativi per darvi una panoramica della LSCC e anche del mondo dei comics, tra cui anche la “nostrana” e bravissima Emanuela Lupacchino. Di sotto troverete i link per accedervi.

Non mi resta che chiudere e darvi l’appuntamento al prossimo evento nel quale ancora una volta vi renderemo partecipi e vi faremo incontrare gli autori in esclusiva.

Sempre col sorriso, chiudo con un: “Excelsior”!

Filippo Conte

Coming soon: DOUbLe SHOt a Londra

London Super Comic Convention

In attesa di svelarvi i nostri piani editoriali per il 2012, l’Associazione Culturale DOUbLe SHOt ha pensato di cominciare il nuovo corso del sito con la prima delle nostre nuove iniziative intorno al mondo del fumetto.

Saremo infatti presenti nei giorni 25 e 26 Febbraio alla LONDON SUPER COMIC CONVENTION, una delle fiere più importanti dedicate ai comics e ai suoi autori, per fornirvi un reportage giorno per giorno dell’esplosiva kermesse e vi aggiorneremo con interviste esclusive fatte agli innumerevoli ospiti della convention.

In questa incredibile lista figurano nomi d’eccezione come Bernie Wrightson, Brian Bolland, Mark Buckingham, Simon Bisley, Duncan Fegredo, Jock, Mike Carey, George Perez, Bill Sienkiewicz, e tantissimi altri, tra cui anche la “nostra” Emanuela Lupacchino. Per di più l’ospite d’onore sarà l’unico e inimitabile Stan Lee in persona! (qui il video della sua personalissima presentazione).

Speriamo anche di scovare qualche nuovo titolo da proporvi tra la miriade di pubblicazioni, magari nei banchi della small press. Questa è solo la prima di tutta una serie di iniziative che DS ha pensato di condividere con tutti gli appassionati che ci seguono, cercando sempre di più di parlare di fumetti a 360°, spesso tramite le stesse parole degli autori più amati e importanti di questo mondo.

A risentirci a fine mese su queste stesse pagine, con la magia di Londra e della Super Comic Convention. Non possiamo che lasciarvi con un: “Excelsior!”